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L’ipertensione arteriosa comporta dei rischi per la salute?

L’ipertensione arteriosa è uno dei più importanti fattori di rischio per l’infarto cardiaco, insieme a: fumo, diabete, obesità viscerale, fattori psicosociali e ipercolesterolemia. L’aumento della pressione arteriosa predispone anche all’insorgenza di altre malattie pericolose: insufficienza renale, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, demenza e ictus.


Anche minime riduzioni della pressione arteriosa, come 3 mmHg di sistolica, possono diminuire la mortalità per ictus dell’8% e per infarto cardiaco del %. Questa precisazione è fondamentale per comprendere come modeste riduzioni della pressione arteriosa che si ottengono con la dieta possano apportare importanti benefici per la salute.

Per quali valori pressori si parla di ipertensione? Demoliamo un falso mito metropolitano. I valori pressori normali non sono 100 più l’età. Se così fosse, una nonnina di 90 anni dovrebbe avere valori di pressione arteriosa sistolica pari a 190 mmHg! Nell’adulto si fa diagnosi di ipertensione quando la pressione arteriosa è stabilmente superiore ai 140 mmHg per la sistolica (massima) e/o 90 mmHg per la diastolica (minima).Quali sono i provvedimenti non farmacologici per ridurre la pressione? Per ridurre la pressione in maniera naturale si possono adottare i seguenti provvedimenti: ridurre l’assunzione di sale con l’alimentazione introito moderato di alcolici controllare il peso corporeo eseguire attività fisica regolare astenersi dal fumo combattere lo stress Attività fisica, fumo e alcool L’attività fisica è fondamentale per ridurre la pressione arteriosa.

Con un’attività fisica aerobica della durata di 30 minuti per 5-7 giorni la settimana si possono ottenere riduzioni di 7 mmHg di pressione sistolica e di 5 mmHg di diastolica. Per quanto riguarda l’alcol è consigliabile evitare i superalcolici e non consumare più di 300 ml di vino die per gli uomini e 150 ml per le donne. Il fumo deve essere totalmente evitato. Oltre a aumentare la pressione arteriosa, è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Un elevato consumo di sale fa aumentare la pressione arteriosa? L’aumentato consumo di sale (cloruro di sodio) è spesso in grado di aumentare significativamente la pressione arteriosa. La maggior parte delle società scientifiche consiglia di non assumere più di 5,75 grammi di sale (2,3 di sodio) il giorno. Purtroppo, negli Stati Uniti (e nella maggior parte dei paesi industrializzati) il consumo di sale è notevolmente più elevato e pari a 9 grammi il giorno (3,6 di sodio). Io aggiungo poco sale in cucina, faccio bene?

La maggior parte del sale che consumiamo giornalmente è quello contenuto negli alimenti e non quello che aggiungiamo noi in cucina. Infatti, i cibi maggiormente salati sono gli insaccati e salumi, i formaggi, i prodotti da forno, inclusi pane, pizza, grissini. Basta ridurre in consumo di questi cibi e aumentare quello di frutta e verdura per limitare l’introito di sodio. Se mi metto a dieta e perdo un po’ di peso, si riduce la pressione? L’ipertensione arteriosa è più frequente negli obesi. Del resto, la pressione arteriosa aumenta con l’incremento del peso corporeo. È stato stimato che almeno per i primi chilogrammi di calo ponderale per ogni kg si ha la riduzione di 1 mmHg di pressione arteriosa sistolica.
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